Le batterie costiere raccontano la storia militare della Grande Guerra.
Quindici chilometri fra due acque
La penisola corre per quindici chilometri dal faro di Piave Vecchia a quello di Punta Sabbioni, con la laguna di Venezia a nord e l’Adriatico a sud. Nel mezzo stanno gli orti, coltivati su terreni sabbiosi. La spiaggia è ampia e regolare, scende dolcemente verso l’acqua e si appoggia alle dune naturali, dove crescono giunchi e canne frangivento. Dal 1987 questo territorio fa parte del sito UNESCO «Venezia e la sua Laguna».
Fondali bassi, e più al largo le tegnùe
Davanti alla spiaggia il fondale scende piano e l’acqua resta bassa per decine di metri: è la ragione per cui questo litorale è da sempre una meta di famiglie e riceve ogni anno la Bandiera Blu. Più al largo, tra i dieci e i quaranta metri di profondità, la sabbia lascia il posto alle tegnùe: affioramenti rocciosi costruiti non dai coralli, ma da strati di alghe calcaree. Offrono riparo a moltissime specie e condizioni ideali alla riproduzione di calamari e seppie.
Cinque biotopi sotto tutela europea
La fascia costiera è riconosciuta dalla rete ecologica europea Natura 2000 con il sito IT3250003, «Penisola del Cavallino: biotopi litoranei». Comprende cinque aree distinte: le dune fossili di Vallesina con la stazione biofenologica del Cavallino, il Cavallino litorale, la pineta di Ca’ Ballarin, le dune e i boschi di Ca’ Savio e quelli di Punta Sabbioni. Dune, pinete e boschi costieri: ambienti diversi, tenuti insieme dalla stessa fragilità.
La laguna cambia con la marea
A nord, barene, ghebi e valli da pesca si scoprono e si sommergono seguendo la marea. Su questi terreni salsi crescono le piante alofile, e tra l’acqua e la vegetazione trovano rifugio specie che in Italia sono particolarmente protette: il fenicottero, la spatola, l’avocetta, il cavaliere d’Italia, la garzetta, il martin pescatore, il falco di palude, il tarabusino. Sulla spiaggia nidifica il fratino, un piccolo trampoliere monitorato ogni primavera perché la sua presenza misura la salute dell’ambiente.